Banda nera
Oggi un uomo, un nostro concittadino italiano ha stabilito che per suo fratello è tempo di morire.
Ha giudicato che le sue sofferenze sono state abbastanza, e che il suo tempo è finito.
Si è attivato allora per predisporre opportuni documenti, prenotare e pagare le previste tariffe, le tasse, i bolli e quant’altro. Ha acquistato i biglietti di viaggio ed approntato quanto per via potrà urgentemente occorrere.
Partirà, accompagnando il fratello infermo, alla volta del Belgio dove (casualmente o volutamente?) nel giorno anniversario della morte di Eluana Englaro, uno staff medico ammazzerà l’infermo in modo dignitoso, discreto, asettico, con una apposita iniezione letale.
Questo il fatto, solo sommessamente accennato in un TG, qualche giorno fa.
Qualcuno forse dirà “Meno male che esiste il Belgio” e qualcun altro imprecherà “Maledetto Belgio”, ma a mezza voce, che è inutile ed imprudente andare a stuzzicare una piaga sopita.
Ma io ho una banda nera, sul mio avatar, su quel “Chi di me” che mi rappresenta, e ce la misi quando l’Italia scelse il modo più spettacolare possibile, il più meschino, atroce e doloroso, per uccidere mia sorella Eluana Englaro.
C’erano, ad urlare sulle barricate, minacciare, promettere e giudicare, lo stesso Rappresentante di Tutti gli Italiani che abbiamo oggi, lo stesso Governo, la stessa Sanità, gli stessi Politici, gli stessi Media, lo stesso Pontefice e gli stessi Vescovi di oggi… gli stessi giudici.
Manca solo qualcuno tornato nelle braccia del Padre Celeste e qualcuno decapitato dalla nequizia degli uomini.
Ma a tutti gli altri strilloni, questi saggi, questi soloni solleciti d’estrema urgenza che promettevano, giuravano, s’indignavano, consigliavano, decretavano, io presento l’arsura della gola di mia sorella Eluana agonizzante per la loro visibilità, ansimante per dar lustro agli illuminati pareri delle rispettive alte professionalità; presento l’ultima sua goccia di sangue esausto sparso per loro sull’ara sacrificale ed urlando chiedo conto:
«E’ PASSATO UN ANNO DALLA VOSTRA URLATA URGENZA: CHE AVETE FATTO?».
Oggi un uomo, un nostro concittadino, umilmente carica su di sé, su di sé solo lo strazio della vita di suo fratello, paga il dovuto allo Stato ed alla Collettività e va in Belgio a farselo ammazzare.
In nome di una presunta giustizia, di una legge equa e ragionevole, a mia sorella Eluana Englaro, anche la dignità di una morte riservata fu negata, immolata sul palcoscenico dell’influenza politica, della visibilità sociale, ed ora questa ipocrita giustizia non serve più.
E per lei, consunta nel corpo ormai ma insepolta nelle nostre coscienze, io oggi piango vendetta.
Sorella Eluana Englaro, tu oggi sei oltre la parola dell’uomo, oltre ogni rivalsa, oltre le facce putrescenti imbellettate di millantate virtù, e la meschinità degli uomini non può più sporcarti.
Io toglierò dal mio avatar la fascia a lutto che per un anno ho portato in omaggio a te, a memento del tuo assassinio infame; sarà una cosa semplice, ed avremo concluso.
Ma io come uomo, e tu come martire, avremo perduto un’altra volta.
Lucio Musto 9 febbraio 2010
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