#1 Giuseppe Galeota Al Rami Venerdì, 29 Gennaio 2010, 01:54
Psicologie e scienze cognitive
Da Mente&Cervello, febbraio 2010, n.62
La psicologia del dolore
L'idea e le aspettative che ciascuno di noi nutre riguardo al dolore determinano l'effettiva percezione della sofferenza fisica e influenzano le nostre decisioni quotidiane. Di Howard L. Fields Diversi anni fa, un signore anziano entrò al pronto soccorso del Cook County Hospital di Chicago con un grande e doloroso ascesso dietro al collo. Quando gli dissi che sarebbe stata necessaria una piccola incisione per spurgare la bolla, l'uomo impallidì e mi chiese: «Dottore, farà male?». Gli risposi che se in qualsiasi momento avesse sentito un dolore troppo intenso, avrebbe potuto chiedermi di fermarmi, e poi incisi l'ascesso con un bisturi molto affilato. «Quando pensa di cominciare?», chiese infine il paziente. «Ho fatto», dissi. «Ma come?», replicò. «Non ho sentito nulla».
La maggior parte delle persone pensa al dolore come alla conseguenza di una ferita o di una malattia, ma i fattori psicologici hanno un ruolo fondamentale nella percezione della sofferenza. Nel caso del paziente con l'ascesso, la mia rassicurazione che il trattamento non avrebbe peggiorato in maniera significativa il suo dolore - perché poteva fermarmi se così fosse stato - ha prodotto un effetto analgesico. Inoltre, il paziente era sicuro che avrebbe provato sollievo, e l'aspettativa positiva ha contribuito ad alleviare il suo male.
___________________________________ O gloriose stelle, o lume pregno di gran virtù, dal qual io riconosco tutto, qual che sia il mio ingegno. (D. Alighieri, Divina Commedia). Nome: giuseppe
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#2 forte gianluigi Venerdì, 29 Gennaio 2010, 13:22
Psicologie e scienze cognitive
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La psicologia del dolore
L'idea e le aspettative che ciascuno di noi nutre riguardo al dolore determinano l'effettiva percezione della sofferenza fisica e influenzano le nostre decisioni quotidiane. Di Howard L. Fields Diversi anni fa, un signore anziano entrò al pronto soccorso del Cook County Hospital di Chicago con un grande e doloroso ascesso dietro al collo. Quando gli dissi che sarebbe stata necessaria una piccola incisione per spurgare la bolla, l'uomo impallidì e mi chiese: «Dottore, farà male?». Gli risposi che se in qualsiasi momento avesse sentito un dolore troppo intenso, avrebbe potuto chiedermi di fermarmi, e poi incisi l'ascesso con un bisturi molto affilato. «Quando pensa di cominciare?», chiese infine il paziente. «Ho fatto», dissi. «Ma come?», replicò. «Non ho sentito nulla».
La maggior parte delle persone pensa al dolore come alla conseguenza di una ferita o di una malattia, ma i fattori psicologici hanno un ruolo fondamentale nella percezione della sofferenza. Nel caso del paziente con l'ascesso, la mia rassicurazione che il trattamento non avrebbe peggiorato in maniera significativa il suo dolore - perché poteva fermarmi se così fosse stato - ha prodotto un effetto analgesico. Inoltre, il paziente era sicuro che avrebbe provato sollievo, e l'aspettativa positiva ha contribuito ad alleviare il suo male.
A volte la gente esagera,amplificando piccoli doloretti e spacciandoli per ferite d'arma da fuoco.In Italia,poi,si sa come siamo "miracolosi"....un eufemismo per dire quanto chiacchieroni siamo un po' tutti quanti.Un piccolo ricordo:mia nonna,scomparsa a 87 anni,una volta ebbe una infiammazione innocua al ginocchio.Era sicura che per questo dolore lancinante (per il quale "non dormiva da settimane")le avessero con ogni probabilità amputato la gamba....povera nonnina mia,quanto mi manca....eheheheh...
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Ultima modifica di forte gianluigi il Venerdì, 29 Gennaio 2010, 13:27, modificato 2 volte in totale
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#3 Giuseppe Galeota Al Rami Venerdì, 29 Gennaio 2010, 15:40
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La psicologia del dolore
L'idea e le aspettative che ciascuno di noi nutre riguardo al dolore determinano l'effettiva percezione della sofferenza fisica e influenzano le nostre decisioni quotidiane. Di Howard L. Fields Diversi anni fa, un signore anziano entrò al pronto soccorso del Cook County Hospital di Chicago con un grande e doloroso ascesso dietro al collo. Quando gli dissi che sarebbe stata necessaria una piccola incisione per spurgare la bolla, l'uomo impallidì e mi chiese: «Dottore, farà male?». Gli risposi che se in qualsiasi momento avesse sentito un dolore troppo intenso, avrebbe potuto chiedermi di fermarmi, e poi incisi l'ascesso con un bisturi molto affilato. «Quando pensa di cominciare?», chiese infine il paziente. «Ho fatto», dissi. «Ma come?», replicò. «Non ho sentito nulla».
La maggior parte delle persone pensa al dolore come alla conseguenza di una ferita o di una malattia, ma i fattori psicologici hanno un ruolo fondamentale nella percezione della sofferenza. Nel caso del paziente con l'ascesso, la mia rassicurazione che il trattamento non avrebbe peggiorato in maniera significativa il suo dolore - perché poteva fermarmi se così fosse stato - ha prodotto un effetto analgesico. Inoltre, il paziente era sicuro che avrebbe provato sollievo, e l'aspettativa positiva ha contribuito ad alleviare il suo male.
A volte la gente esagera,amplificando piccoli doloretti e spacciandoli per ferite d'arma da fuoco.In Italia,poi,si sa come siamo "miracolosi"....un eufemismo per dire quanto chiacchieroni siamo un po' tutti quanti.Un piccolo ricordo:mia nonna,scomparsa a 87 anni,una volta ebbe una infiammazione innocua al ginocchio.Era sicura che per questo dolore lancinante (per il quale "non dormiva da settimane")le avessero con ogni probabilità amputato la gamba....povera nonnina mia,quanto mi manca....eheheheh...
infatti, ma l'articolo si riferisce a quell'altra categoria di persone, che non si lamenta per esagerazione. si riferisce a quella fetta di persone condizionata psicologicamente da un idea. questo accade a tutti indisintamente, indipendentemente dall'intellgenza, dalle condizioi sociali o ambientali. è un meccanismo naturale del cervello.
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#4 Vincenza Domenica, 31 Gennaio 2010, 15:22
Giustissimo Giuseppe è questione di cervello! Io è meglio che non parlo essendo allargica all'anestesia! un paio di anni fa sono stata costretta (non fidandomi del pronto soccorso di Fasano) a farmi suturare una ferita alla testa avuta in seguito ad una caduta nel sonno dal letto senza nessun tipo di anestesia solo con un pò di spray lascio immaginare.
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Ultima modifica di Vincenza il Domenica, 31 Gennaio 2010, 15:23, modificato 1 volta in totale
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